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Teatro
TRAMA
Il vento di Marzo l’avvolse e lasciò in lei un seme: in pochi minuti Miriàm/Maria da ragazzina diventa donna senza conoscere uomo.
 
“In nome della madre” racconta le tre declinazioni di un amore immenso e viscerale: quello tra Giuseppe e Maria, capaci di sfidare il mondo intero per salvare la loro famiglia; quello tra madre e figlio, che si conoscono attraverso la “condivisione/comunione” del corpo e del sangue e che, benché si separino fisicamente al momento del parto, rimangono legati nello spirito per sempre; e in ultimo l’amore di Dio verso gli uomini, un amore che semina vita attraverso il vento, un amore conosciuto da Maria nella fede del cuore e corrisposto da quella sua muta accettazione che ha la forza incrollabile di un sì senza domande. Una storia vera, fatta di carne e sangue perché narrata in prima persona dalla donna, dal suo punto di vista, e sconvolgente proprio perché scritta dalla penna di un uomo.
 
Un uomo che scrive di una donna che difende la vita anche a costo della morte. Rapita dalla bellezza di questo racconto, raccolgo il testimone e lo restituisco, da donna, nel linguaggio che meglio conosco, quello della “parola recitata”, una parola che, nonostante i passaggi intermedi, tende ostinatamente a restare fedele alla Scrittura.
Il prodigio della notte di Natale diventa in questo monologo il parto di una vergine sola contro il resto del mondo, ma incastonata come un diamante tra il Padre e il Figlio.
 
Riduzione Teatrale del racconto di Erri De Luca con Laura Gambarin e Gianluigi La Torre Al Pianoforte.
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INGRESSO con offerta responsabile
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